FAUCI DI RANA

L’uomo dalle fauci di rana saltava una sillaba ogni cinque. Non era balbuziente, non sgrammaticato: era anesasillabico. Era in grado di reggere un discorso per ore, sempre saltando la sesta sillaba, con la precisione di un metronomo alternato.

Scriveva poesie in endecasillabi esatti, tronchi. E scolpiva parole sulla parete accanto al letto prima di addormentarsi. Quando rileggeva i suoi versi, però, non gli tornavano i conti. Ricalcolava. Aggiungeva, sottraeva. S’innervosiva. S’innervosiva a tal punto che la parete era ridotta a un graffiato d’intonaco simile a quello delle celle in cui i detenuti scomputano i giorni residui della propria vita. Effettivamente era quella la pena che doveva scontare per aver troppo ecceduto nella pronuncia delle parole, dacché era bambino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

VIERVILLE LE TREGER
Il 10 aprile 1971, esattamente 50 anni fa proprio come in questo momento, un cane di una ventina di chili Read more.
ANIMALI DOMESTICI (2)
Il cane di Carlo la notte dorme. Carlo esce almeno due volte al giorno per portare a spasso il cane. Read more.
CINQUE POESIE (3)
SUPERPOTERI – se potessi scegliere un superpotere, trasformare il cuore in un pezzo di pietra   1 CUORE DI PIETRA 1 Read more.
BENESSERE MILITANTE – ultima scena
Cielo limpido e niente afa, serata estiva atipica nel veneziano, asciutta. C’è un gran silenzio in giardino, solo rane dai Read more.
DIARIO DI BALBUZIE – 3
Voglio morire petalo d’orizzonte via la siepe di Giacomo Unico coma primaverile l’ultimo sorriso. Read more.
LE MIE VIOLETTE LACANIANE
Le violette candite lacaniane guarnisco il tragitto d’ora in ora. Mi son riempita di colore ai polpastrelli mentre da pagine Read more.
REEPLAY
e disfarsi chimicamente qui cartina tornasole o turbina da corazza [benda il sottovetro perde ci siamo e cascano nei luoghi Read more.
HOUSTON ADDIO (BREVE E ROMANTICA STORIA DEI CONTRATTI) / 2.
Vi fu un’epoca, in vero, del breve assegno e delle stipule che ne seguivano, ancora imprecise, ancora sbilanciate, come una Read more.
(L’OCCHIAIA. 97.)
Stretta ai lati da muri fuori piombo che sanno di gesso, di fianchi d’animali, di gomiti sbucciati, la via, vinta Read more.