INTRAMOENIA (Edmond Jabès – Poesie per i giorni di pioggia e di sole)

 

 

Jabès , il grande contemporaneo

con la sua espressione originale e

surrealista – fra poesia e prosa

ogni suo libro è una vocazione come un

“face à face” con Dio , da Jacobs a Eluard.

Le sortite nel deserto in Egitto era silenzio

della condizione per salvare la “parola” cioè

il “Libro”. Perdersi per ritrovarsi nel silenzio cosmico. Il” libro”   era per lui il passaggio

con domande e risposte per permettersi altre

domande e risposte e mancanze. La “parola”

come nel” Libro delle interrogazioni “è l’essenza dell’ebraismo

“ l’io è una invenzione del tu”

 

Ogni libro si scrive nella trasparenza d’un addio”, diceva

 

L’albero Volante

 

“Nei boschi ci sono alberi:

è una cosa naturale.

Sugli alberi ci sono foglie:

è una cosa evidente.

Ma se le foglie sono ali,

ecco, questa è una cosa

per lo meno sorprendente.

Volate volate, verdi alberi belli.

Per voi si apre il cielo.

Ma attenti all’autunno,

stagione fatale, quando a migliaia

le vostre ali

tornate ad esser foglie

cadranno.”

 

(da POESIE PER I GIORNI DI PIOGGIA E DI SOLE e altri scritti, Edmond Jabès, quaderni del gallo silvestre, Manni, 2002)

 

 

 

(Il Cairo 1912 – Parigi 1991) poeta francese. Visse in Egitto fino al 1957 quando, espulso perché ebreo, si stabilì a Parigi. È autore di liriche e di prose poetiche, raccolte in Costruisco la mia dimora (Je bâtis ma demeure, 1959), e di un interessante diario, Il libro delle interrogazioni (Le livre des questions, 1963, nt), seguito dal Libro delle somiglianze (Livre des ressemblances, 1976-80) e dal Libro della sovversione non sospetta (Le petit livre de la subversion hors de soupçon, 1982). Tra le opere successive si ricordano: Il libro del dialogo (Le livre de le dialogue, 1984), Il libro della condivisione (Le livre du partage, 1987) e Il libro dell’ospitalità (Le livre de l’hospitalité, 1991, postumo). In essi J. rimedita l’avventura stessa della scrittura nonché il rapporto della scrittura con il silenzio e la parola. Lo stesso tema si ritrova nel libro-conversazione con M. Cohen, Dal deserto al libro (Du désert au livre, 1980). Uno dei motivi più originali dell’opera di J., attentissima ai valori fonici e non priva di rapporti con l’esperienza surrealista, è infatti che il libro in via di stesura si pone non solo come oggetto ma anche come soggetto, non solo come «servitore» ma anche come «padrone» del suo autore.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MI SONO RITRASFORMATA IN LUPO
Mi sono ritrasformata in lupo. La fiamma sulla lingua, il fiore che si aggrega sulla superficie del lago.   Non Read more.
LE SCARPE AL CONTRARIO
le scarpe al contrario erano infastidite perché non potevano guardarsi, spingevano e così anche i piedi si imbizzarrivano. li sentivo Read more.
NUDISTI
Una volta andai al mare con una brigata di studenti tedeschi. Ero in amicizia col professore che li accompagnava. Studiavano Read more.
SVILUPPO DELL’AREA DI UN QUADRO
Per materializzare una linea occorre pensarla, trovarne l’equilibrio (ad esempio alcune tracce, o il disegno di un motivo generato dall’avviluppo Read more.
TRADUZIONE
Bucherellando la notte con le nostre torce elettriche, avanzavamo cauti sulla pelle rugosa della Città, sulle pozzanghere di catrame, sul Read more.
SCORPORARE
Mi aggiornano amici figli amici dei miei figli e un’amica della madre dell’amico dei miei figli con passaggi d’urgenza   Read more.
VIAGGIO PATENTE THERMOS (otto preludi di genere)
6   con l’aspartame ci vuol dosaggio il becchime cola fa decoro nel decoro dell’isola pedonale sul cartello l’incompiuta popolare Read more.
L’ECO DI UNA CRISI IN CRISI
  Ci vuole concretezza ci vogliono risposte il “no” secco del segretario il “sì” deciso dell’opposizione nessuna via di mezzo Read more.
UNA CIRCONFERENZA (III)
Un uomo ha comprato un terreno per corrispondenza. Guarda la foto del suo pezzo di deserto, immondizia e cartelloni stradali, Read more.