INTRAMOENIA (Sergej Esenin)

Stanco di vivere nel paese nativo

nella nostalgia dei campi di grano,

abbandonerò la capanna mia

e vivrò vagabondo, ladro.

 

Andrò per i riccioli bianchi del giorno

a cercare un misero asilo

e l’amico più caro sul suo sperone

affilerà il pugnale contro di me.

 

Di primavera e di sole sul prato

è avvolta la strada gialla;

colei di cui serbo il nome

mi caccerà dalla soglia.

 

E di nuovo tornerò nella casa paterna,

e di gioia di altri mi consolerò,

alla finestra in una verde sera

con una mia manica mi impiccherò.

 

I canuti salici lungo la siepe

chineranno più teneri il capo

e al latrato dei cani il mio corpo

seppelliranno nemmeno lavato.

 

E vagherà vagherà la luna,

vagando coi remi pei laghi…

e la Rus’ vivrà ancora così

e danzerà e piangerà sullo steccato.

 

1916

 

(da Stanco di vivere e altre poesie, di Sergej Esenin)

 

 

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