da MITOLOGIA DEL CENCIO – n. 62

La sera nel viluppo d’andartene

Rincasa l’avarizia, il dono ottuso

Di farcela da soldato semplice

Intruso sul comunque della notte.

Oh tuono che vermiglio ti rastrella

Lungo i pedali dell’ultima bicicletta

Con la nomea stretta di disperderti la vita.

Un funambolo tragico dondola il cervello

Lo stratagemma vincente della corolla

Freschissima di acqua, la pagella

Nuda di partenze ingenue.

In un lezzo di elemosine

Sbadigliasti a lungo prima di morirtene

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