UNA COSA DI PESCI

Una cosa di pesci. Di correnti subacquee, di rumori percepiti appena, come in un palazzo disabitato. Di sensazioni ritardate – ora arriva, ora arriva, come quando prendevi gli acidi. Una cosa in apnea, in carenza di ossigeno. Colori smaltati, plastica e vinile, e sopra il niente. Un banale senso di attrazione fisica subito atterrato dalla coscienza di sé. Desidero, quindi è nulla.
E poi la mischia dei corpi, il sudore, le bave, lo sperma. Poi ansimare e il tremito dei piedi.

Scusi, buon uomo, per dove si esce dall’adolescenza?

 

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