SOPRALDI’

Cesserà con le canore fini lanugini d’allodola,
Appostata sulla quercia amara o l’infausto orno,
L’incessante edulcorazione che nell’in Te si sbrodola,

Notte, per farsi incessantemente giorno,
Avrà tregua la perpetua sopraffazione della
Notte sopra al dì, Morte,
Con la gherminella delle canore fini lanugini del bosco?

Me lo chiedo con il rosso ahimè delle tue unghie
Dallo smalto che dello smalto fioco ha il contorno
O Lady, che del coro dei barattieri hai il tungsteno
Affiliato mestamente al longitudinale forno

Tra cui mattoni soffia una spiga dagli steli lieti
Di un canto ma d’allodola che si spegne sopra l’orno
Dicendo « Angst », sottolineando « Schmerz »
Al curriculum dei vigneti

Che s’accendono in solitudine,
Perfetti morituri in riva al Reno.

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