INCIPIT/EXCIPIT (James Purdy)

Sono già passati due anni da quando un uomo di colore dalla corporatura possente camminava su e giù per la East Fourth Street portando un cartello a lettere vermiglie e arancioni che diceva:
IO SONO UN ASSASSINO
Perché non mi mandano sulla sedia elettrica?
Firmato, Soldier
/
Quel che vide lo gelò come il ghiaccio aveva gelato la casa. Vide il suo posto preso da Orley, che stringeva Beaut tra le braccia nella sedia, le bocche incollate l’una all’altra e le mani allacciate insieme più fermamente di quanto Soldier avesse mai osato stringere Beaut. Gli parvero simili a fiori in riva a profondi torrenti di montagna, ma immobili come la luna a novembre. Spiegatemi fu tutto ciò che Soldier riuscì a farsi uscire dalle labbra. Spiegatemi! Dato che non rispondevano, e che non aprivano neppure gli occhi, tirò fuori una pistola che aveva rubato. Ditemi che quello che sto vedendo non è vero, credette di dire loro. Poiché nessuno parlò armò la pistola. Aspettò per un altro minuto nel silenzio, quindi sparò tutti i proiettili. Ma mentre questi volavano sciogliendo l’aria, vide che c’era qualcosa che non andava nelle pallottole, perché, sebbene colpissero il bersaglio, rimbalzavano su di esso come se fosse pietra, anziché di carne ed ossa. Siamo giunti alla conclusione che Soldier fosse impazzito già prima di scaricare la pistola sui due amanti, ma fu l’accorgersi che le pallottole non colpivano dei corpi in carne ed ossa a fargli perdere del tutto la ragione. Dopo la sparatoria andò alla stazione di polizia a costituirsi. I poliziotti non gli dissero che un paio di parole, e non trascrissero nulla di ciò che disse lui. Ma alla fine si decisero ad andare con loro comodo nella stanza con la sedia a dondolo. Dovettero accorgersi subito che Beaut e Orley erano morti da giorni, forse da settimane, ben prima che Soldier li trovasse. Nessuna pistola può uccidere delle persone morte per congelamento. Ogni giorno per molte settimane Soldier andò al commissariato accusandosi di omicidio. Qualche poliziotto finse perfino di trascrivere quello che diceva. Gli diedero delle sigarette e della gazzosa. Soldier oggi vive in un altro edificio con un ragazzo bianco più grande. Ma ogni giorno, specialmente alla domenica, porta su e giù per la Fourth Street questo cartello, le cui lettere cominciano a sbiadire:
IO SONO UN ASSASSINO
Perché non mi mandano sulla sedia elettrica?

James Purdy, La fiamma dei tuoi occhi, SE 1991
*Io sono un assassino, foto di Francesco Gambaro

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